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ALLA SENATRICE LILIANA SEGRE
Mercoledì 14 Luglio 2021 06:48

E a Modena si indaga per tortura. Sono finora sei le inchieste sugli abusi nelle prigioni italiane

Una testimonianza: “Gridavo che un ragazzo stava male e loro mi dicevano zitto. Mi hanno rotto una mano”

 BOLOGNA - «Io urlavo e questi vedendo il ragazzo tunisino a terra cominciavano a prenderlo a botte per farlo svegliare. Io gridavo loro che stava male e che per me era morto e loro, dicendomi “stai zitto figlio di puttana, abbassa la testa” hanno iniziato a picchiarmi». Modena come Santa Maria Capua Vetere. Lo dicono le denunce dei detenuti che hanno messo nero su bianco i racconti dei pestaggi, di braccia e denti rotti, di costole incrinate, di gente picchiata mentre era a terra ammanettata.

Liliana Segre eletta presidente della commissione contro odio

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GENTILE SENATRICE,

le scriviamo per ringraziarla ancora una volta per i saluti, inviati alla nostra associazione, come riconoscenza al nostro impegno civile, contro l'odio razziale e in generale. La sua grande esperienza vissuta in un luogo che non osiamo pronunciare, le umiliazioni patite, è tutto scritto nel libro di memorie da poco pubblicato. Ricordare alle giovani generazioni l'importanza della democrazia e del rispetto delle regole è fondamentale come lo sono i diritti negati. La riforma della giustizia è collegata alla verità, non c'è giustizia senza. La violenza nelle carceri, è un atto gravissimo, torturare una persona incatenata, inerme  è un crimine insopportabile. Quante riforme questo paese deve fare fino alla scadenza della legislatura? Tantissime, intanto non manca giorno che i media riferiscono di altre carceri, un accanimento quasi compulsivo a fare del male, una prassi consolidata fin dai tempi del fascismo. Valter Veltroni, con la sua storia personale, due sere fa a In Onda,ha spiegato l'abisso che intercorre tra la politica, i politici e il paese reale. La sensibilità di uno scrittore e regista, che conosce come pochi la politica, non ha mai nominato la parola speranza, che non dice nulla. il nero è nero e il rosso è rosso. La preghiamo con tutto il cuore di suggerirci se dobbiamo continuare a batterci, oppure siamo in presenza dei mulini a vento.

Grazie di cuore da tutti noi.

Dopo le tantissime proteste della società civile, oggi il carcere di Santa Maria Capua Vetere è stato visitato dal Presidente Mario Draghi e dalla Ministra Marta Cartabbia. Verra fuori un comunicato con tutti gli impegni da prendere per umanizzare la detenzione. E' necessario vigilare, prevenire. Il G8 di Genova ha insegnato molto, l' accanimento senza nessuna distinzione di sesso, bestioni alti due metri, gladiatori, accanirsi su ragazzine inermi, uomini anziani, una ferocia cieca, una regia, una catena di comando senza nessuno scrupolo. Situazioni falsificate, protervia a non finire. I riflettori sulle carceri devono restare accesi, notte e giorno. La direttrice: “Segno di massima attenzione. E per noi motivo di ascolto e speranza”. All'arrivo del presidente del Consiglio cori e applausi dai detenuti che gridano: "Indulto"

 

"Il governo non dimenticherà", dice il premier Mario Draghi all'uscita del carcere di Santa Maria Capua Vetere. "Le responsabilità individuali saranno accertate, ma quelle collettive appartengono a un sistema che deve essere riformato - chiarisce subito - La Corte Europea ci ha condannato due volte per la situazione delle carceri italiane".

Il presidente Draghi distingue poi nettamente "le conseguenze di un nostro fallimento", riferendosi all'inchiesta sulla mattanza di Santa Maria Capua Vetere, dal lavori dei fedeli servitoti della polizia penitenziaria , anzi "a  tutti voi va il più sentito ringraziamento del governo e il mio personale", sottolinea il presidente del Consiglio,che conclude: "non può esserci giustizia dove c'è abuso.

C'è un detto: il pesce puzza dalla testa, devono saltare le teste, commissariare le direzioni delle carceri, una nuova classe dirigente di responsabile/i,  devono essere formati per impedire che cessino le torture. Devono nascere i sindacati dei carcerati, la possibilità di una tessera di iscrizione, con un numero diretto per denunciare eventuali abusi. Il mondo carcerario deve essere adeguato alla civiltà e ai diritti-doveri, è scritto  nella Costituzione italiana. I detenuti devo poter lavorare, occupare il tempo libero...inventare dei lavori appositamente per loro. Devono fruire di spettacoli, attività ludiche. Noi a Foggia abbiamo portato in carcere uno spettacolo di  un mimo, un grande scuccesso, non abbiamo potuto continuare, non c'è la cultura e la volontà del dirigente e del suo staff.
 

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Ci sono due carceri che funzionano benissimo, Opera a Milano e Due Palazzi a Padova. Ho conosciuto la redattrice di Ristretti orizzonti, un giornale che nasce nel carcere, che collabora strettamente con la direzione, ogni carcere doverebbe avere un giornale che si realizza con il contributo dei detenuti, sono loro i protagonisti di una realtà terribile. I loro racconti di vita vissuta devono diventare dei libri da portare nelle scuole. Il caso di Carmelo Musumeci, è la dimostrazione che il carcere può trasformare i cattivi in buoni, ha pre tre lauree, ha scritto libri, è l'esempio vivente della "redenzione"; un testimone che ha dimostrato che l'impossibile... è possibile che quando si tratta di recupurare un reo, le strade percorribili ci sono.Noi chiediamo di ricevere quanto viene realizzato a Opera e al Due Palazzi, in modo da diffonderlo per stimolare le direzioni di tutte le carceri del paese.
 
 
 
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NADIA BIZZOTTO
 
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Scritto da Mario Arpaia   
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