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Piazza Alimonda, torna la folla. E arriva anche Manu Chao
Martedì 20 Luglio 2021 18:03

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Piazza Alimonda, torna la folla. E arriva anche Manu Chao

DAL TG 3

https://www.youtube.com/watch?v=m7EXwG9oexs

GENTILISSIME/I,

non è roba vecchia, è da sempre  la tortura nelle carceri, ne ha parlato la ministra Cartabia in audizione in Parlamento. Il 21 luglio ci fu con il governo Berlusconi, la prova generale per la sospensione della democrazia, nella città che fece cadere il governo filofascista del democristiano Tambroni, nella città medaglia d'oro alla Resistenza. La città di uno dei più grandi poeti del novecento; Fabrizio de Andrè. De Andrè è stato la colonna sonora della nostra vita, Via del Campo e Boccuccia di rose. Questa di Marinella è la storia vera, Che scivolò nel fiume a primavera, Ma il vento che la vide così bella, Dal fiume la portò sopra a una stella. Occhi color di foglia, Dai diamanti non nasce niente, Dal letame nascono i fiori. Ieri sera abbiamo visto ed ascoltato De Andrè, in un concerto inedito. Grazie all'impegno di Valter Veltroni, una casseta dimenticata in mezzo ad altre cento nella teca della RAI. Noi ervamo davanti il televisore quando una banda di deliquenti entrò nel corteo dei noglobal e e misesero sotto sopra la città. Una manifestazione pacifica che si trasformò in tragedia con la morte del giovane Carlo Giuliani. La storia del G8 di Genova, ha insegnato tantissimo sulle impunità delle Forze dell' Ordine. Gran parte del paese ancora oggi non vuole vedere, si istigano gli istinti violenti di chi è addetto alla sicurezza delle carceri, a venti anni di distanza tocca vedere le stesse scene di vent'anni fa. Il nostro è ancora un paese fascista.

La storia di Ilaria Cucchi e dell' dell' amato fratello fragile, è il David e Golia dei giorni nostri.

Amico fragile

Evaporato in una nuvola rossa
In una delle molte feritoie della notte
Con un bisogno d'attenzione e d'amore
Troppo, se mi vuoi bene piangi
Per essere corrisposti
Valeva la pena divertirvi le serate estive
Con un semplicissimo "Mi ricordo"
Per osservarvi affittare un chilo d'erba
Ai contadini in pensione e alle loro donne
E regalare a piene mani oceani
Ed altre, ed altre onde ai marinai in servizio
Fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
Senza rimpiangere la mia credulità
Perché già
Dalla prima trincea
Ero più curioso di voi
Ero molto più curioso di voi
E poi sospeso dai vostri "Come sta"
Meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci
Tipo "Come ti senti amico, amico fragile
Se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta"
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
Nell'ora in cui un mio sogno
Ballerina di seconda fila
Agitava per chissà quale avvenire
Il suo presente di seni enormi
E il suo cesareo fresco
Pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
Debba in qualche modo incominciare una chitarra
E poi seduto
In mezzo ai vostri arrivederci
Mi sentivo meno stanco di voi
Ero molto meno stanco di voi
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
Fino a vederle spalancarsi la bocca
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
Di parlare ancora male e ad alta voce di me
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
Con una scatola di legno che dicesse perderemo
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero
Potevo assumere un cannibale al giorno
Per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle
Potevo attraversare litri e litri di corallo
Per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci
E mai che mi sia venuto in mente
Di essere più ubriaco di voi
Di essere molto più ubriaco di voi
 
MIgliaia per ricordare i vent'anni dalla morte di Carlo Giuliani. Il padre: "Io non mi arrendo"

Poche parole, quasi frenate dal pudore. E un lungo abbraccio. Giuliano Giuliani incontra Ilaria Cucchi a due passi dal piccolo palco di piazza Alimonda. Le loro battaglie per ottenere giustizia hanno avuto percorsi accidentati ma sorti opposte. Per la morte di Stefano due carabinieri sono stati condannati a 12 anni per omicidio preterintenzionale. Per il colpo di pistola che ha ucciso Carlo non è stato neppure celebrato un processo.

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Vent’anni fa, a quella manifestazione tristemente famosa, io non c’ero. Quel 21 luglio la radio mi aveva mandato a Torino al concerto degli U2. “Tu intervista il pubblico per sentire cosa ne pensa di quello che sta accadendo a Genova. Ti chiamiamo in diretta e facciamo dei collegamenti“. Con quello che poi è successo nelle strade del capoluogo ligure non mi ha chiamato nessuno. Vent’anni dopo, non essendoci stato allora, per fare una sorta di via crucis laica sui luoghi di quei giorni, avevo bisogno di uno che c’era stato. Nessuno meglio di Megu, alias Domenico Chionetti della Comunità di San Benedetto al Porto.

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Lui c’era, era dei ‘disobbedienti’. E poi è genovese. Mi aspetta alle 9 alla stazione ferroviaria di Principe. Lui e il suo vespone. Più un casco giallo per il sottoscritto. La prima tappa è piazza Portello, uno slargo incassato tra due gallerie.

Da qui parte l’ascensore che sale alla Spianata Castelletto, uno strepitoso “balcone” sospeso sul centro storico con vista a 360° sulla città e sul porto. “In questo punto le suore si riunivano per pregare. La zona rossa era a due passi. Verso le 17 nelle vicinanze arrivò un piccolo gruppo di black bloc e la polizia sparò alcuni lacrimogeni con il risultato di ‘gasare’ le suore” racconta Megu, che ricorda come oltre a loro anche una grossa fetta del mondo cattolico aveva partecipato attivamente a quei giorni. Fedeli di una chiesa povera, indignati e arrabbiati per quello che stava succedendo. Seconda tappa via Tolemaide, lo show down di quello che fu l’inizio degli scontri di piazza. Per arrivarci si attraversa piazza Alimonda, dove fu assassinato Carlo Giuliani.

Via Tolemaide è uno stradone in discesa che porta alla stazione Brignole. Sulla destra un alto muro la separa dal tracciato ferroviario, sulla sinistra le caratteristiche case genovesi colorate di giallo, con le persiane verdi.

Vicino al distributore di benzina dove mi fermo con Megu le tute bianche e gli altri dimostranti vennero caricati dalla polizia di stato e dai carabinieri CCRI Lombardia. Una carica fortissima. I dimostranti arretrarono in via Casaregis e cercarono di aprire una trattativa con le forze dell’ordine. Iniziarono i caroselli dei blindati, una sorta di tentativo di investire i manifestanti. “Hanno sparato a Carlo” ricorda Megu “ma ancora non riesco a credere che non abbiano ammazzato nessuno con quei caroselli…”. Passa una signora, la fermiamo. E’ rumena e vive a Genova da anni. Le chiediamo cosa si ricorda dei fatti di vent’anni fa. “E’ morto un ragazzo…”. Un inquilino del palazzo adiacente si ferma e ci dice “La polizia, quei giorni, è stata veramente pessima”.

Risaliamo sul vespone di Megu e attraversiamo la città per spostarci in zona Campi, nel ponente cittadino, vicino all’ex ponte Morandi. Vent’anni fa era un’area sterrata, oggi ospita una serie di centri commerciali. Qui incontriamo Federico Traversa, giornalista e scrittore. Una enorme pressa ci ricorda che questo era un quartiere operaio. “Da qui” ci racconta Federico “il 16 giugno 1944 quasi 1500 operai della Siac, della San Giorgio, del Cantiere Ansaldo e della Piaggio vennero deportati verso i campi di concentramento nazisti. La più grande deportazione di non ebrei d’Europa“.

Vent’anni fa invece qui, un mese prima delle manifestazioni di cui stiamo parlando, si tenne un concerto di Manu Chao, al termine del quale l’artista sentenziò: “Proxima estacion Zona Rossa“. Manu devolse l’incasso del concerto alla comunità di Don Gallo. Soldi che il Gallo utilizzò anche per creare un punto di ristoro per i manifestanti. Battezzato “bar clandestino”, aprì i battenti il 17 luglio 2020 in Piazzale Kennedy. Ed è proprio quella la nostra ultima meta. Per andarci ripassiamo sulla sopraelavata che costeggia il porto: spettacolo, una vera e propria cartolina turistica.

In piazza Kennedy è stata scritta un’altra pagina drammatica di quei giorni perchè fu il luogo dell’inizio della mattanza finale del 21 luglio. Da qui arrivò sin quasi a Boccadasse. Una vera e propria caccia all’uomo per tutto corso Italia. Neanche il mare offriva una via di fuga perchè in acqua c’erano barche della polizia. Qui, dopo quello di un mese prima, il 18 luglio di vent’anni fa, Manu in compagnia dei 99 Posse tenne un secondo concerto. E ci suonerà, una terza volta, mercoledì prossimo. Se non avete un biglietto è un problema, purtroppo è già già sold out…

Scritto da Domenico Chionetti della Comunità di San Benedetto-MARIO ARPAIA   
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