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Trattativa stato-mafia c'è stata-Giustizia ultimo atto
Sabato 25 Settembre 2021 18:20

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Travaglio: "Trattativa stato-mafia c'è stata, io non sconfitto"

GENTILISSIME/I,

sono stati mandati allo sbaraglio le decine di Falcone e Borsellino, da uno Stato connivente da sempre con le mafie, fin dai tempi di Portella della Ginestra,con Mario Scelba,  il bandito Salvatore Giuliano, e Pisciotta, passando per i magistrati vittime dello stragismo e del terrorismo. Lo ripetiamo per l'ennesima volta, incolpare gli anarchici per la strage di piazza Fontana, era gia stato deciso da Federico Umberto Damato, la spia più intoccabile d'Italia ed a lungo responsabile della polizia politica dell'Italia democratica, ed è stato implicato in tanti episodi oscuri della nostra storia. La sentenza della trattativa-stato mafia è nei fatti accertati è nella storia d'Italia. Il capitano dei Carabinieri, Delfino, promosso a Generale, fece lavare immediatamente dopo lo scoppio della bomba, piazza della Loggia,a Brescia, andarono persi tutti gli elementi del tipo di esplosivo e del timer utilizzato. Siamo con la Spagna il paese più credente del mondo, siamo stati però i primi a mettere in croce Gesù Cristo. A nostra volta siamo stati messi in croce dal berlusconismo dilagante che ha cambiato radicalmente la credibilità e la serietà delle istituzioni. Caro Sallusti, arrampicarsi sugli specchi per voi è facilissimo, avendo avuto alle spalle uno degli uomini più potenti del mondo, avete fatto per anni informazione a reti unificate. La sentenza di Palermo non ci turba, ci turbò la l'uccisione di Aldo Moro e della sua scorta, ci turbò il comitato di crisi formato da P2isti noti a tutta l'Italia, ci turbo la mistificazione dei fatti, sulla morte del coraggiosissimo Peppino Impastato, caro Sallusti, fummo sconfolti per la morte di Dalla Chiesa e della moglie Setti Carraro, dell'unico uomo di scorta. Resteranno per sempre incise sulla pietra le parole di Borsellino: se non ti uccide la mafia ti uccide un'altro giudice e le parole di Gino Strada, sui sui fascisti e i coglioni che siedono nel Parlamento. Genova, città medaglia d'oro alla Resistenza, gli ha negato l'intestazione di una piazza, il berlusconismo colpisce ancora, eccome! Non dobbiamo avere preconcetti per i fascisti di allora che uccisero Giuseppe Di Vagno, e quelli di oggi, che uccisero a coltellate Benedetto Petrone, ricordato dalla nostra Associazione, a Bari all' Ateneo, con Agnese Moro e Sabina Rossa, ricordato ieri dal presidente Mattarella.

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"Sono passati cento anni e credo che gli insegnamenti di Di Vagno oggi abbiano una valenza attuale. Si è battuto per la propria terra, per la gente, per difendere un popolo che aveva dei diritti di cui era all'oscuro. Un popolo che per un pezzo di terra o un tozzo di pane aveva ceduto la propria libertà". Lo ha detto Decaro, parlando a margine della manifestazione. "Qui - ha aggiunto Decaro - c'è stato il preludio di quello che sarebbe stato accaduto dopo, la battaglia politica che porta alla eliminazione fisica dell'avversario". "Però - ha concluso Decaro - come scrive di Vittorio, 'l'eliminazione fisica di Di Vagno lo aveva portato a risorgere'. Un uomo che con la sua morte è diventato un mito che sopravvive e che fa grande la storia della nostra terra".

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GIUSEPPE DI VAGNO

"La sentenza dice che il fatto c’è, hanno trattato con la mafia. La sentenza dice che hanno trattato e non è reato". Marco Travaglio si esprime così a Otto e mezzo, in un confronto serrato con Alessandro Sallusti, dopo la sentenza del processo sulla trattativa stato-mafia. "Non c’è una sola parola, da me scritta in 10 anni sul processo trattativa stato mafia, che vada cambiata. Mi sento sconfitto? No, nel processo non ero imputato, parte civile, avvocato o magistrato. Sono un giornalista che ha raccontato la trattativa", dice Travaglio.

"Sono andato a rileggermi quello che ho scritto: non c’è una parola che debba essere modificata su tutto quello che abbiamo scritto dopo la sentenza. Questa sentenza non scrive mai 'il fatto non sussiste', che significherebbe 'non è successo niente'. C’è scritto, a proposito dei carabinieri, 'il fatto non costituisce reato'. A proposito di Marcello Dell’Utri, c'è scritto ‘non ha commesso il fatto’. Che è stato commesso da qualcun altro. E infatti sono stati condannati i mafiosi", dice Travaglio.

Scritto da MARCO TRAVAGLIO-MARIO ARPAIA   
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