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L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano condannato
Giovedì 30 Settembre 2021 15:01

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L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano condannato a 13 anni e 2 mesi di carcere

 
Roberto Saviano
Quanto accaduto nel processo a Mimmo Lucano è imbarazzante. Ridicolo che il procuratore chieda di acquisire agli atti l'intervista in cui annuncia la discesa in campo. Questa vicenda fa comprendere l'abisso nel quale sta scivolando la magistratura italiana. #iostoconmimmolucano

Padre Zanotelli: "Processo politico, ha salvato gli ultimi"

Beppe Fiorello: "Mimmo Lucano è stato punito perché scomodo, non lasciamolo solo”

GENTILISSIME/I,

"La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle" (Sant'Agostino)

c'è il vero e il verosimile ,nell'articolo di Giulio Alibrandi , è chiaro che i conti non tornano, il PM che conosce tutte le carte, chiede 7 anni ,la Corte ne rifila oltre 13 di anni di galera, la galera italiana non quella della Svezia. La discesa in campo ci riporta a Berlusconi e al berlusconismo ancora attivo nell' attuale governo delle larghe intese. Sono scomparsi nel nostro bellissimo paese i progressisti, ve li ricordate con l'Eskimo verdognolo, la pelliccetta bianca di materiale sintetico. Ne comprai uno a Roma, a Porta Portese, in occasione di una partita di calcio del Foggia con la Lazio, guidato da Maestrelli. Venne il 68, con il terrorismo da una parte e lo stragismo dall' altra. Da allora, uno scivolamento verso il baratro, l'uccissione di Aldo Moro e della scorta, la morte di Berlinguer. Resistere, Resistere, Resistere, Mani pulite, il cambio di regime, con la vera discesa in campo, il potere a 360°, in una sola mano. La democrazia è  un'atra cosa. Ancora da sparecchiare la tavola dei festini ,a base di droghe, che scoppia il caso Lucano, per la gioia delle televisioni a rete unificate, come dichiara da tempo il prof. Montanari. Se non è regime cosa è questa nostra Repubblica, dove sono finiti i dibattiti politici con le persone serie e preparate. Le ultime che  vengono in mente: l' On. Bersani, il giallista di Bari ed ex magistrato Carofiglio, il prof. Cacciari. Come si diceva una volta: Siamo arrivati alla frutta…La storia di Mimmo Lucano, che voleva cambiare le cose, istituzionalizzare l'immigrazione dei disperati è un pugno nello stomaco, è come quando hai i conati di vomito, un dolore fortissimo che ti prende anche la testa, era certo di essere assolto. Preso e mandato direttamente all'inferno, nel girone dei malversatori, approfittatori, dei politici senza dignità,corrotto e corruttore, solo con la camicia e un paio di mutande. Chissà cosa ne pensa di questa storia il grande Eugenio Scalfari, la memoria storica di ciò che resta dell' Italia, dell' Italia post Resistenza, dell' Italia della " Razza Padrona " .

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Quelli che credono che l'attuale sia il reale sono spesso molto lontani dalla conoscenza del reale.
Un'uomo lontanissimo dall'attualità, un qualsiasi uomo miope e distratto, uno che potrebbe essere la caricatura di un professore, può essere più vicino alla realtà di chi rincorre trafelato l'attualità scambiandola per realtà. la realtà é come una busta indirizzata a noi ma che lasciamo chiusa perché la fatica di aprirla ci pesa, o perché ci tormenta l'idea  che il contenuto potrebbe essere spiacevole, cosa di cui siamo quasi certi. La realtà è un messaggio che vuole essere ricevuto: è assegnato all'uomo come un compito che deve assolvere. ( I Politici, i Partiti) Noi siamo seduti sulla lancetta dei secondi che separa il passato dal futuro, e la lancetta si muove così velocemente che non percepiamo il suo movimento; ciò che sta dietro la lancetta dei secondi è passato, e ciò che le sta davanti è futuro, e noi sediamo in questa stretta biforcazione e trascorriamo col tempo. Il reale sta sempre un po' più in là rispetto all'attuale: noi lo sappiamo, e con questo siamo consegnati alla realtà, e lo siamo da quel punto , a noi ben noto, in cui cessiamo di essere bambini. Dobbiamo aprire la lettera, dobbiamo tentare di fare il compito....../ (Heinrich Boll)

Mimmo Lucano è stato condannato a 13 anni e due mesi di carcere. Il tribunale di Locri, presieduto dal giudice Fulvio Accurso, ha inflitto all’ex sindaco di Riace una condanna ben superiore ai 7 anni e 11 mesi chiesti dalla procura, che ha accusato Lucano di presunti illeciti nella gestione del sistema di accoglienza dei migranti nel comune calabrese, diventato famoso in tutto il mondo proprio per le sue politiche sui migranti. Assieme a lui è stata condannata anche la compagna Lemlem Tesfahun a 4 anni e 10 mesi, a fronte della richiesta di 4 anni e 4 mesi della procura.

“Questa è una vicenda inaudita. Sarò macchiato per sempre per colpe che non ho commesso. Mi aspettavo un’assoluzione” ha detto Lucano uscendo dal tribunale. “Ho speso la mia vita per rincorrere ideali contro le mafie. Ho fatto il sindaco, mi sono schierato dalla parte degli ultimi, dei rifugiati che sono arrivati. Mi sono immaginato di contribuire al riscatto della mia terra ed è stata un’esperienza indimenticabile, fantastica. Però oggi devo prendere atto che è finito tutto”, ha aggiunto. “Grazie, comunque, lo stesso ai miei avvocati per il lavoro che hanno svolto. Io, tra l’altro, non avrei avuto modo di pagare altri legali, non avendo disponibilità economica”.

Lucano era stato accusato dal procuratore capo Luigi D’Alessio e il pm Michele Permunian di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Agli imputati nel processo, il ministero dell’Interno aveva anche chiesto un risarcimento danni da 10 milioni. “La richiesta così alta è l’ennesima dimostrazione che Riace e il modello che avevamo realizzato fanno paura. È stato un ideale politico che vogliono distruggere”, aveva detto lo stesso Lucano. “Non è un caso che comincia tutto nel 2016 quando l’area progressista apre le porte alla criminalizzazione della solidarietà in Italia e in Europa. Dopo arriva Salvini e completa l’opera”.

Secondo l’accusa, la finalità dei progetti di accoglienza promossi dall’ex sindaco sarebbe stata quella creare “sistemi clientelari” per “un tornaconto politico-elettorale”. Secondo quanto dichiarato dal pm Permunian durante la requisitoria, “non era importante la qualità dell’accoglienza ma far lavorare i riacesi così da conseguire, quale contraccambio, un sostegno politico elettorale”, sostenendo inoltre che “numerose conversazioni dimostrano in modo netto che l’agire, anche illecito, di Lucano è determinato da interessi di natura politica”.

L’impianto dell’accusa, accolto dal tribunale di Locri, era stato invece stato contestato in passato dal giudice delle indagini preliminari, il tribunale del riesame e dalla Cassazione, che nel 2019 aveva definito “contraddittorie” e “illogicamente formulate” le argomentazioni della procura riguardo la presunta irregolarità nell’appalto per la differenziata. Nel 2018 il gip aveva respinto la richiesta di arresto di Lucano citando “la vaghezza e la genericità del capo di imputazione”, mentre il tribunale del riesame, che ha respinto la seconda richiesta di arresto di Lucano aveva parlato di quadro indiziario “inconsistente”.

 

Scritto da Giulio Alibrandi - Mario Arpaia   
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