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Mi chiamo Frances Haugen
Mercoledì 06 Ottobre 2021 14:58

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"Mi chiamo Frances Haugen, so cos'ha fatto Facebook": la testimonianza al Congresso Usa della whistleblower

L'ex dipendente di Facebook, che ha fornito al Wall Street Journal documenti interni per le sue recenti inchieste sul social network, e che poi ha rilasciato un'intervista a 60 Minutes (Cbs) pre spiegare l'influsso deliberatamente dannoso - su bambini, società e democrazia - della creatura di Mark Zuckerberg, ha ribadito le sue accuse davanti al Congresso Usa. Dal suo discorso di circa 9 minuti, abbiamo estratto i passaggi più significativi.

Haugen, ingegnera informatica che ha lavorato in passato anche con Google, Pinterest e Yelp, sostiene che "le scelte che vengono fatte all'interno di Facebook sono disastrose per i nostri figli, per la nostra sicurezza pubblica, per la nostra privacy e per la nostra democrazia". Haugen ha affermato, inoltre, che la leadership dell'azienda sa come rendere Facebook e Instagram posti più sicuri, ma che non prende volutamente provvedimenti poiché mette il profitto al di sopra di tutto.

Per diverso tempo Haugen ha aiutato, nell'anonimato, il Wall Street Journal a condurre le sue inchieste sulle influenze dannose del social network. Recentemente la whistleblower - il termine usato per definire la persoan che denuncia attività illecite di un'organizzazione pubblica o privata - è uscita allo scoperto nel corso di 60 Minutes, popolare trasmissione tv della Cbs.

Leggi: Zuckerberg replica alla 'talpa': "Accuse illogiche"

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Facebook: Zuckerberg replica alla 'talpa', "accuse illogiche

Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha replicato alle accuse della 'talpa' Frances Haugen contro i suoi social media, definendole "illogiche".
In una lettera aperta ai dipendenti, Zuckerberg ha assicurato che c'è il gruppo si preoccupa "profondamente di questioni come la sicurezza, il benessere e la salute mentale".

Facebook e il male del mondo

"E' difficile per noi assistere a una rappresentazione errata del nostro lavoro e delle nostre motivazioni", ha scritto, "penso che molti di voi non riconoscano la falsa immagine della società che è stata dipinta".

"L'argomentazione che deliberatamente spingiamo per il profitto contenuti che fanno arrabbiare le persone è profondamente illogica", ha scritto ancora Zuckerberg, "facciamo soldi con le inserzioni e gli inserzionisti continuamente ci dicono che non vogliono che i loro annunci siano vicino a contenuti dannosi o furiosi. Non conosco alcuna azienda tech che vuole realizzare prodotti che rendono le persone arrabbiate o depresse. Morale, business e incentivi sui prodotti puntano tutti nella direzione opposta".

Scritto da Riccardo Luna   
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