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Aspettiamo di conoscere il commento di Concita Degregorio
Giovedì 07 Ottobre 2021 15:04

QUEI FANTASMI CON LA P 38

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“Resto un combattente”. Non si pente il terrorista della strage del Bataclan

Sì, ci possono essere tante cose: la voglia di essere altri e diversi, il bisogno di trasgredire, le tante riscoperte del superomismo, l'avventura. Uno dei brigatisti rossi, Valerio Morucci, me ne dava una sua testimonianza: "Spesso fra di noi ci diciamo che ci ha rovinato il cinema americano d'azione pieno di figure di perdenti dalla distruttività insensata. Ricordo un film in cui i protagonisti usavano il fucile a pompa. Ne comprammo subito quattro o cinque". Sono tornate le Brigate rosse? Certo il povero D'Antona è simile al sociologo Tarantelli, al giudice Alessandrini, al giornalista Tobagi e agli altri riformisti, innocui democratici, agli altri "padri uccisi dai figli", uccisi perché nel profondo i figli vogliono uccidere il padre, specie se inerme, il delitto più desiderato, il meno confessabile, il più sicuro.( Giorgio Bocca )

Gentile dott.ssa Degregorio, deve una spiegazione, la lettera aperta è dura e ben circostanziata, contestualizzata, è necessario un chiarimento del prof. Galimberti, esperto dell' animo umano. Scrive Fernando Pessoa, Poesie di Alvaro de Campos:

sei importante per te, perchè sei tu che ti senti.

Sei tutto per te, perchè sei te stesso l'universo,

stesso e gli altri

satelliti della tua soggettività.

Sei importante per te, perchè solo di te ti importa.

E se tu sei così, oh mito, perchè gli altri non dovrebbero essere così.

Nobel per la pace 2021 ai giornalisti Maria Ressa e Dmitrij Muratov: "Premio a chi difende la libertà di informazione"

La filippina cofondatrice del sito investigativo "Rappler" e il caporedattore del giornale russo di inchiesta Novaja Gazeta per cui scriveva Anna Politkovskaja, uccisa nel 2006

 

LETTERA APERTA

Esprimo il mio sdegno nei confronti di quanto scaturito, lo scorso 2 ottobre, nella trasmissione di LA7 “In ONDA” che, tramite la sua conduttrice Concita De Gregorio e i suoi ospiti Umberto Galimberti e Marianna Aprile, ha dato voce e spazio ad una breve ma vergognosa ricostruzione storica sugli anni di piombo erigendo i terroristi ad eroi armati “che rischiavano la vita….Nel corpo a corpo il terrorista che spara rischia di morire. E’ una battaglia in cui i corpi si fronteggiano”.

 

Si tratta di una lettura distorta, superficiale, grottesca e pericolosa di quegli anni e di una vergognosa strumentalizzazione del dolore delle vittime del terrorismo che denota nello specifico un vuoto culturale colmo di ignoranza della memoria storica e del dolore dei parenti delle vittime, molti dei quali, me compreso, erano soltanto bambini. Bambini che hanno visto il proprio padre soffrire e portare i segni della gambizzazione per il resto della vita, bambini che non hanno più visto il proprio padre tornare a casa. Mogli e madri vere eroine di quegli anni rimaste sole a crescere i propri figli.

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Condanno, incondizionatamente, ogni forma di violenza, anche quella verbale dei social network, qualunque ne sia la motivazione, ma è inaccettabile la legittimazione storica alla lotta armata del terrorismo degli spietati anni’70, in cui, secondo la De Gregorio, ci furono una sorta di “duelli e corpo a corpo”. Il tutto affermato con una naturalezza che certamente fa riflettere così come le considerazioni di alcuni suoi ospiti illustri che non hanno fatto altro che aggravarne i contenuti con una farneticante giustificazione della violenza politica e della lotta armata, che si legge nelle loro parole.

Affermazioni tese unicamente a fare emergere come la violenza verbale dei social sia peggio del terrorismo o come certi personaggi politici di oggi siano peggiori dei terroristi di allora. Una sorta di provocazione che sminuisce e ridicolizza la violenza e la lotta armata di ieri e rischia semmai di fomentare la violenza di oggi.

Affermazioni che rappresentano in modo distorto e fazioso la realtà tragica del terrorismo, che ha ucciso la speranza, ha seminato morte di cittadini innocenti, ha portato alla rovina e alla sconfitta la classe operaia e tutte le forze democratiche impegnate ad un processo di profondo cambiamento della società italiana con il  “ Governo di Solidarietà Nazionale”, voluto dagli on. Aldo Moro ed Enrico Berlinguer.

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Christian Iosa
Presidente - Fondazione Carlo Perini

FONDAZIONE CARLO PERINI
Via Aldini, 72 – 20157 - Milano
Tel/Fax: 02-38235172
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sito: www.fondazioneperini.org

Scritto da Cristian Iosa-Mario Arpaia   
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