Iscriviti alla Newsletter:
Il Futuro è la Pace
Home Notizie GIOVANNI, PAOLO E ILDA HANNO LASCIATO PER SEMPRE IL SEGNO
GIOVANNI, PAOLO E ILDA HANNO LASCIATO PER SEMPRE IL SEGNO
Domenica 24 Ottobre 2021 09:38

 

112919258-be0d66b1-8a41-406e-be78-04e54d0308f9.jpg

Gentilissime/i,

sono uno stralcio dal Libro "ILDA BOCCASSINI" La stanza n°30 Cronache di una vita, difficilmente nelle trasmissioni di approfondimento parleranno del libro, noi consigliamo vivamente di leggerlo, in parte siamo tutti noi italiani, da Nord a Sud, con la tendenza al tradimento, al vendersi per un caffè. Giovanni e Ilda sono stati la punta di diamante di una giustizia pesso collusa, che tende alla gestione del potere. Una giustizia screditata è il peggio che può capitare ad un paese in difficolta economiche. Dobbiamo auguraci uno scatto di reni, il recupero della propria dignità di Organo di autogoverno. Senza il loro immenso lavoro e sacrificio nei riguardi delle famiglie, dei figli non sarebbe stato possibile arrivare agli esecutori e ai mandandi della strage di Capaci.

Il fallimento della cultura moderna non nasce

dal principio dell' idividualismo che essa fa suo neppure 

dall'idea che il bene morale coincida con il perseguire

il proprio interesse, ma dalla deformazione del significato 

del proprio interesse; il problema non è

che la gente si occupa troppo del suo interesse, ma che

non si occupa abbastanza dell'interesse del suo vero io; 

il fatto è che non siamo troppo egoisti, è che non amiamo noi stessi.

Enrich From, Etica e psicanalisi

Al momento in cui ne scrivo sono ancora in corso procedimenti a carico di pubblici funzionari e magistrati che negli anni si sono occupati dei processi sulla morte do Paolo Borsellino e della gestione di questo collaboratore. Mi limito a ricordare che in una sentenza dell’ aprile 2017 la Corte d’assise di Caltanisetta ha dipinto il falso pentimento di Scarantino come uno dei più gravi depistaggi mai architettati nella storia giudiziaria italiana. Quando ho letto queste parole , mi sono venute in mente altre tragedie che hanno messo in pericolo la stabilità del Paese, peraltro non ancora chiarite completamente : la strage di piazza Fontana, Ustica, il sequestro Moro, la strage di Bologna.

Il 21 gennaio 2014 venni convocata come teste nell’ accusa nel dibattimento innanzi alla Corte d’assise. Non mi vergogno a dirlo: l’idea di essere convocata e di tornare a Caltanisetta dopo tanti anni mi ha provocato angoscia e tristezza.

Paolo_Borsellino.jpg

 

Il più aggressivo di tutti fu comunque l’avvocato Fabio Repici, difensore di parte civile per Salvatore Borsellino: si scagliò più volte contro di me, quasi fossi io l’imputata, spingendosi fino ad insinuare che alcune mie relazioni nascondessero chissà cos’altro . Ero attonita: il fratello di Paolo Borsellino, per bocca del suo legale cercava di screditarmi, di attribuire anche a me – anzi solo me – la gestione le prime ore di Vincenzo Scarantino.

Alle domande più aggressive mi aspettavo obiezioni da parte di uno dei pubblici ministeri in aula, ma tutti e tre rimasero in silenzio: forse era la loro strategia, anche se ne sono francamente dubbiosa.

Fu comunque una giornata bruttissima. Alla fine, amareggiata e piena di rabbia mi avviai all’aeroporto, dove attesi il volo che mi avrebbe riportata a casa, felice di “tornare alla civiltà”. Lo ammetto: fu esattamente questo il pensiero che formulai dopo quell’allucinante esperienza.

Difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura non è una battaglia persa. Lo sforzo collettivo e risolutivo per il futuro della giustizia è quello di cancellare al nostro interno ogni forma di gestione del potere alla maniera di Palamara. Sarebbe questo il solo modo per uscire dalle tenebre in cui la magistratura è sprofondata..

Non mi risulta che Palamara o qualche altro personaggio sia stato oggetto di ostracismo, di lapidazioni morali, ne bersaglio di violente interpellanze parlamentari come ha dovuto sopportare Falcone. E anche io nel mio piccolo. I media , in primo,luogo quelli di Berlusconi, mi hanno tenuto per anni costantemente sotto osservazione e si sono esercitati a lungo in una campagna denigratoria.

In questo teatro incandescente recitò una parte anche Tiziana Parente, una pm entrata in collisione con il pool di mani pulite, con il coordinatore Gerardo D’Ambrosio e pure con Borrelli. Con la nascita di Forza Italia, Parenti si era schierata ben presto con Silvio Berlusconi.

Scritto da ILDA BOCCASSINI - Mario Arpaia   
PDF
Stampa
E-mail
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna