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In memoria di Marco Biagi e Giorgio Ambrosoli
Venerdì 29 Ottobre 2021 16:43

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GENTILISSIME/I,

La morte di Marco Biagi, fu dovuta alla revoca della scorta da parte del Ministro Claudio Scaiola, quella di Giorgio Ambrosoli al coinvolgimento di Giulio Andreotti, nel dichiarare Sindona, il salvatore della lira e quanto legato alla Banca Privata italiana, Banco Ambrosiano di Calvi e allo IOR. Due servitori dello Stato che non si meritavano, quel doppio Stato che ci perseguita da quel I° maggio 1947, da Portella della ginestra, dalle parti di Partinico in Sicilia, quando il Bandito Giuliano sparò sui lavoratori in festa. Diteteci uomini della politica dell' altro ieri, i Cirino Pomicino, di ieri, di oggi e di domani, perchè questa enorme disgrazia. Perchè ci è stato assegnato questo destino infame. Ho quasi finito di leggere il libro di Ilda Boccassini, "La stanza n°30, cronache di una vita.Un'opera darte... coraggio, determinazione, forza d'animo, dignità da vendere. Ha servito lo Stato come pochissime/i, una donna con i capelli rossi pensate...che ha tenuto testa ai magistrati, dirigenti delle Forze dell' odine, giornalisti e pennivendoli, coalizzati per isolarla e distruggerla professionalmente.Un fuoco di fola ad alzo zero. E' tutto scritto con nomi e cognomi. Magistrati dallo strapotere che. hanno intimidito personaggi dell' economia, portandoli al suicidio. Quanti magistrati  si sono suicidati, per aver tradito il giuramento delle sentenze,che vengono  emesse in nome del Popolo italiano? No, noi ci rifiutiamo e ci rifiuteremo fino a quando non sarà fatta piena pulizia. Aspettiamo di conoscere le carte custodite negli archivi, sullo stragismo e sugli anni di piombo. Aspettiamo di conoscere il curriculm del servitore dello Stato, che ci garantisce per onestà intelletuale ed etica pubblica, Egregio Presidente del Consiglio, Mario Draghi.Questa degli archivi è una partita difficile, alla luce delle morti di Giorgio Ambrosoli e Marco Biagi, due dei tantissimi martiri che credevano nello Stato italiano. Non a caso si chiama Associazione civile, quanti italiani di potere si possono dichiarare civili! Grazie di cuore Ilda Boccassini, per pochi attimi d'amore per un uomo straordinario, hai donato tutta la tua giovinezza, gli anni migliori.Scrive la rossa: le rinunce affettive non significano , tuttavia rinunciare ai desideri della mente e del cuore. In quegli anni così faticosi, avrei voluto innamorararmi, riprovare l'emozione del cuore che batte a mille per il primo bacio, riassaporare la gioia di stringere un corpo amato, far l'amore senza vincoli ne condizionamenti, ma così non è stato e ora, a sett'anni pesano questi momenti mancanti mi pesano. Anche se la mia è stata comunque una vita vissuta senza risparmio e l'incontro con Giovanni mi ha riempito anche di una grandissima felicità.

SAVE THE DATE

L’Associazione Civile Giorgio Ambrosoli è lieta di comunicare il programma della

Giornata della Virtù Civile 2021
"Costruire" 
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25 novembre 2021

Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano - via Conservatorio 12
È stato richiesto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica che ha onorato dieci edizioni della Giornata della Virtù Civile


ore 17 
Lavoro e pari opportunità
Tavola rotonda per gli studenti dell’università


ore 20 
Lezione Giorgio Ambrosoli


ore 21 
Concerto Civile Giorgio Ambrosoli


Per conoscere il programma delle iniziative dell'intera Giornata della Virtù Civile -

 Clicca qui

 - www.associazionecivilegiorgioambrosoli.it

La partecipazione alle iniziative è gratuita previa prenotazione e fino

a esaurimento dei posti nel rispetto delle norme anti Covid 

Qualora la situazione sanitaria non consentisse gli incontri in presenza sarà nostra cura organizzare la fruizione di tutti gli appuntamenti da remoto e darne tempestiva comunicazione

Marco Biagi, il racconto del figlio a 17 anni dalla morte

L'intervista

AdnKronos24 marzo 2019

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Bologna, 19 mar. - (AdnKronos) - di Paola Benedetta Manca"Il 19 marzo del 2002 era un martedì, la sera che uccisero mio padre ero in casa, con mia madre e mio fratello Francesco. Mio babbo mi aveva accompagnato, quella mattina, sui viali, a Bologna, al ritrovo con i compagni di scuola, perché facevo una gita di classe a Mantova. Ero in seconda media. Era la festa del papà e lui mi disse: 'Fai il bravo, topino - mi chiamava così -, che stasera ci vediamo a casa per festeggiare'. Fu l'ultima volta che lo vidi". Il figlio di Marco Biagi, Lorenzo, 30 anni, affida all'Adnkronos il ricordo della tragica sera di 17 anni fa, in cui le Nuove Br uccisero il giuslavorista a Bologna, a colpi di arma da fuoco. Oggi è il 17esimo anniversario dalla sua morte. Sei proiettili, poco dopo le 20, gli impedirono per sempre di rientrare in casa, in via Valdonica, dove era arrivato a bordo della sua bicicletta dalla stazione, sceso dal treno che da Modena, dove era docente all'Università, lo aveva riportato a Bologna. "Quella sera – racconta Lorenzo Biagi - mia mamma mi era venuta a prendere al ritrovo del pullman a Bologna e sono tornato a casa con lei. C'era anche mio fratello Francesco che ha sette anni più di me e all'epoca ne aveva 20. Aveva lasciato il motorino sotto casa perché doveva uscire subito dopo per l'allenamento di basket ma, a un certo punto, un amico di famiglia che era appena passato nella nostra via ha telefonato a mia madre e le ha riferito che avevano ucciso una persona sotto casa nostra: non sapevamo che fosse mio padre".

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MAURIZIO CEVENINI PREMIO "MARCO BIAGI 2011"

"A quel punto -ricorda - mia madre è scesa in strada insieme a mio fratello. Mi hanno detto di rimanere in casa e così ho fatto, ma ho guardato dalla finestra di camera mia e ho capito subito che la persona che avevano ucciso era il mio babbo, perché ho visto mio fratello portare dentro la sua bici. Allora ho capito che lui non poteva farlo". "Quando il babbo era arrivato davanti a casa, sotto al portico - spiega -, aveva appoggiato la bicicletta al muro per prendere le chiavi dalla tasca della giacca e, in quel momento, gli hanno sparato". "Mia madre e mio fratello, poi, sono saliti in casa senza mio padre e, a quel punto, non ho avuto più dubbi. Sono venuti in camera mia e Francesco mi ha detto che avevano ucciso il babbo. Nel frattempo erano arrivate le forze dell'ordine ed era stata chiamata l'ambulanza ma ormai, purtroppo, non c'era più niente da fare. Sono stati momenti tremendi, mi sembra sia successo solo ieri". Lorenzo Biagi ricorda così suo padre: "Il mio babbo era una persona seria ma, allo stesso tempo, molto dolce e affettuosa. Era il classico padre di famiglia. Nonostante tutti gli impegni di lavoro che aveva, ed erano tanti, era molto presente"."Amava la famiglia in maniera indescrivibile - spiega -. Il tempo per noi lo trovava sempre. Andavamo allo stadio insieme, la domenica; mi portava ai Giardini Margherita a prendere il gelato e alla Torinese, in piazza Maggiore. Tutto il tempo libero che aveva lo dedicava alla famiglia. Era anche una persona molto buona". "Io nella tragedia che ho vissuto, almeno, l'ho conosciuto – conclude – e, anche se solo per 13 anni, me lo sono goduto. Sono molto credente, per fortuna, e questo mi aiuta a sentire mio padre vicino a me, anche se non fisicamente almeno col pensiero"

Scritto da associazionecivilegiorgioambrosoli.img-Mario Arpaia   
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