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IN UN FUTURO APRILE
Lunedì 08 Novembre 2021 10:57
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 Le voci dei villaggi  si spengono . L'antica luce se ne va. Pasolini insiste su questo tema da sinistra politiche e urta delle sensibilità politiche e culturali . Urtava anche la mia quando leggevo in una rivista del PCI di allora. "Vie nuove", una poesia d'occasione ". Scritta mentre organizzavå O Ci Minh. I versi per l'agonia di O Ci Monh iniziano con rabbia.
"Vattene O Ci Minh, dacci questo dolore .
Vattene presto. abbi un'agonia breve che fa piangere"
ma finiscono con dolcezza
 Dolce padre dei padri, con quel sorriso umile, affettuoso, e in realtà già tanto lontano, ciò che accade nel cuore di chi ti ha amato è come l'ultima voce nel villaggio prima che l'antica luce se ne vada".
In un futuro aprile. Il giovane Pasolini Racconto poetico degli anni giovanili di Pier Paolo Pasolini attraverso la voce del cugino, lo scrittore e poeta Nico Naldini, incentrato soprattutto sul rapporto con la madre e sugli anni trascorsi a Casarsa in Friuli. Di Francesco Costabile e Federico Savonitto.

IN UN FUTURO APRILE – IL GIOVANE PASOLINI, LA RECENSIONE: RICORDARE SIGNIFICA VIVERE

La recensione di In un futuro aprile - Il giovane Pasolini, il documentario che racconta la giovinezza di Pasolini attraverso l'ultima testimonianza del cugino Nico Naldini.

RECENSIONE di MATTEO MAINO02/11/2020

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In un futuro Aprile - Il giovane Pasolini: una sequenza del film

Non possiamo che cominciare la nostra recensione di In un futuro aprile - Il giovane Pasolini con una data precisa. Il 2 novembre di quest'anno ricorre il quarantacinquesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, il regista, poeta e intellettuale italiano, assassinato brutalmente sulla spiaggia di Ostia. Una persona che è stata studiata e approfondita più e più volte nel corso degli anni, sia attraverso le sue opere, perfettamente inserite nel loro presente, sia attraverso il lato più biografico da parte degli studiosi. Parlare quindi di un nuovo documentario dedicato alla figura di Pasolini, in uscita nelle piattaforme streaming proprio nel giorno commemorativo, potrebbe far pensare a un'ennesima opera tra le tante che già sono state dedicate ai lavori e alla vita del regista. Non è il caso del lavoro a quattro mani di Francesco Costabile e Federico Savonitto che intendono fare un lavoro sulla memoria, sull'intimità, la testimonianza e la poesia. Il risultato è un film che procede attraverso due registri differenti che hanno lo stesso obiettivo: la memoria, come vittoria sulla morte.

Raccontare e testimoniare

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In un futuro Aprile - Il giovane Pasolini: un'immagine del film

GIOVANNO CASTELLARN

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https://www.flickr.com/photos/22523260@N04/albums/72157711029083212

Il documentario racconta gli anni di Pasolini della sua giovinezza e le sue prime poesie, scritte in dialetto friulano (la lingua di sua madre, denotando fin da subito un forte legame con la figura materna), attraverso la testimonianza di Nico Naldini. Lo scrittore, qui alla sua ultima intervista - e crea un po' di tristezza quella frase pronunciata ad alta voce: "Questa è l'ultima volta che ne parlo" -, è il cugino di Pier Paolo Pasolini e riesce a dare voce a una serie di racconti, talvolta a mo di aneddoti, talvolta semplicemente raccontando i fatti in maniera più tradizionale degli anni passati a Casarsa in sua compagnia. Si percepisce, attraverso il racconto, la voglia di lasciare una testimonianza precisa e allo stesso tempo informale della giovinezza di Pasolini e del significato che le sue prime poesie avevano per lui. C'è spazio, però, anche per indagare il ruolo dei genitori e in generale della famiglia che hanno contribuito a costruire il Pasolini intellettuale, anche attraverso le tragedie che lo hanno colpito, prima tra tutte, la morte del fratello partigiano. Ma il racconto sincero e a tratti commosso di Naldini si sposta anche attraverso i primi turbamenti erotici, i primi legami sentimentali e le prime pulsioni sessuali, così inspiegabili tanto da dover inventare un termine: "teta velata". Proprio questa parola inventata da Pasolini per descrivere una sensazione che provava vedendo le gambe nude diventa metafora dell'intero personaggio pasoliniano: difficile da raccontare e impossibile da riassumere, Pasolini esiste attraverso frammenti di memoria, di inesistente obiettività.

 
 
 
 
 
 
 
PIERO COLUSSI 
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Psicologo presso il Centro di salute mentale di Pordenone. È da poco Sovrintendente dell’Azienda Speciale Villa Manin. Tra i fondatori di Cinemazero e delle Giornate del cinema muto, è vice presidente dell’Avi, l’associazione delle mediateche e videoteche Italiane. Come consigliere regionale per due legislature si è impegnato per promuovere il rinnovamento della legislazione in ambito culturale; in particolare con la legge sul cinema che ha ispirato, fra le altre cose, la nascita del Fondo per l’audiovisivo, del Film Fund della Film Commission e la realizzazione dell’Archivio cinema del Friuli Venezia Giulia. 

RINGRAZIAMO IL DOTT. COLUSSI PER IL SUPPORTO CULTURALE ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE, COME ISCRITTO, INVIA IL MATERIALE SU PIER PAOLO PASOLINI E LE ATTIVITA' DI CINEMAZERO DI PORDENNONE. GRAZIE CONSIGLIERE.

Scritto da IL GIOVANE PASOLINI   
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