Iscriviti alla Newsletter:
Il Futuro è la Pace
Home Notizie La stazione di Bologna
La stazione di Bologna
Sabato 27 Novembre 2021 17:25

Bologna.jpg

La stazione di Bologna

Scrivere, o anche solo tratteggiare i caratteri salienti della stazione di Bologna richiede una sorta di sdoppiamento, una dissociazione e una separazione di due dimensioni che, forza del simbolo, proprio non riescono a convivere. La stazione di Bologna, come ogni altra, è innanzitutto un edificio, la realizzazione di un progetto, conclusasi nel 1864, e va come tale vista con gli occhi dello storico dell’arte o dell’architettura. Ma quella di Bologna è anche, diversamente dalle altre stazioni, un monumento che scuote dal profondo l’animo di chi si lasci ancora oggi coinvolgere dalle fotografie, dalle frasi e dalle altre testimonianze di un evento incredibile, talmente reale da andare incomparabilmente oltre ogni fantasia o immaginazione.

Consapevoli di questo insanabile conflitto di prospettive, possiamo cercare di ricostruire le fasi salienti del momento più importante della lunga vita della stazione di Bologna, l’esplosione della bomba, che, alle 10, 25 del 2 agosto 1980, ne ha devastato una parte considerevole causando la morte di 85 persone e 200 feritixxiv.

Ogni anno, durante i primi giorni di agosto la stazione di Bologna, come molti altri importanti snodi ferroviari, è particolarmente gremita dai lavoratori che fanno rientro nelle loro regioni per le ferie estive. L’estate del 1980 non fece eccezione; come sempre, immigrati, semplici turisti o lavoratori pendolari si affollavano per raggiungere le più varie destinazioni. Consapevole di ciò, qualcuno pensò bene di lasciare una valigia piena di esplosivo nella sala d’aspetto della seconda classe e di provocare un strage dalle dimensioni inauditexxv. La sala d’aspetto praticamente scomparve, la stazione fu sventrata dall’esplosione e anche un treno in sosta sul primo binario venne investito dall’esplosione.

Successe allora che da uno scenario di morte e devastazione nacque quanto di più vitale una società intera potesse generare e vivere: centinaia di soccorritori, vigili del fuoco, membri delle forze dell’ordine, impiegati delle ferrovie e gente comune che si trovava di passaggio presero in mano la situazione e, dimostrando una capacità organizzativa (auto-organizzativa) straordinaria, si adoperarono per il soccorso delle vittime, trasportando i feriti, rimuovendo i cadaveri e liberando la strada dalle macerie. Le parole dell’allora sindaco di Bologna, Renato Zangheri, sono quantomai indicative della realtà dei fatti:

[…] la città si era levata in un moto spontaneo di soccorso. I medici tornarono dalle ferie autonomamente e tutti si erano adoperati al meglio. Una città intera si era organizzata per le necessità del caso. Il piano dei soccorsi immediati, che fu unanimemente giudicato molto efficace, non esisteva. Un governo del nord Europa ci richiese questo piano perché lo aveva trovato straordinariamente efficiente ma, lo ripeto, non c’era. Ci limitammo a fare un lavoro di coordinamentoxxvi.

Sono oramai impresse nella memoria collettiva le immagini dei soccorritori, protetti dalle mascherine bianche per non respirare le polveri che subito intorbidirono l’aria; il loro intervento fu talmente efficiente che, a sera, il piazzale della stazione era già sgombro dai detriti. La mobilitazione generale ebbe dell’incredibile: i medici, come dice il sindaco Zangheri, rientrarono subito nelle loro mansioni, gli autisti degli autobus presero a fare la spola tra la stazione e gli obitori, in via Irnerio prima e, quando fu pieno, verso i vari ospedali.

Le cronache ci riportano alla memoria l’autobus numero 37, guidato fino a tarda sera da Agide Melloni, con le vetrate laterali coperte da lenzuola per evitare di mostrare lo strazio dei corpi privi di vita avviati verso la loro ultima destinazione.

[…] decidemmo di utilizzare l’autobus per trasportare unicamente i cadaveri, così da lasciare tutte le ambulanze disponibili per i feriti. Togliemmo dalle porte i malcorrenti ( le sbarre a cui ci si aggrappa per salire) per permettere ai corpi di passare ed io mi misi alla guida. Erano circa le undici di mattina: fino al pomeriggio trasportai le salme alla camera mortuaria di via Irnerio poi, quando non ci fu più posto, ci dirigemmo verso gli obitori degli ospedali. Dopo pochi viaggi decidemmo di applicare le lenzuola ai finestrini dell’autobus per evitare l’esposizione pubblica dei corpi senza vita che trasportavamo. Restai alla guida fino alle tre di notte […]xxvii

La città intera, insomma, prese parte al soccorso dimostrando tanto coraggio e forza di volontà da potersi plausibilmente affermare che la ricostruzione cominciò già negli istanti successivi alla deflagrazionexxviii.

I giorni immediatamente successivi alla strage non furono meno drammatici e fitti di avvenimenti: il pomeriggio del 2 agosto il Presidente della Repubblica Sandro Pertini raggiunse la città per portare il suo conforto alle vittime, la sera dello stesso giorno fu organizzata una manifestazione in Piazza Maggiore, il 4 agosto ne seguì una seconda e il 6, giorno dei funerali, Bologna fu letteralmente invasa da gente proveniente da tutta l’Italia per porgere l’estremo saluto alle vittime. Il funerale, come ben presto anche le manifestazioni, assunse un carattere di protesta contro le istituzioni; solo 8 delle 85 vittime furono sepolte con i funerali di Stato, i familiari delle altre lo rifiutarono. Più in generale si vennero a fronteggiare, una volta attutita l’emergenza dei primi soccorsi, la sinistra istituzionale, del Partito Comunista e dei sindacati, e quella extraparlamentare che insisteva sulle responsabilità nell’accaduto della sfera pubblica intera.

Oggi, di questi indimenticabili momenti rimangono solo alcuni segni visibili. Un orologio, lo stesso che nel 1980 rimase fermo a segnare l’ora della strage; una crepa: l’immaginario squarcio causato dalla bomba e un piccolo tratto del pavimento originario corrispondente al punto in cui venne collocata la bomba. Il primo giugno 1981 venne fondata l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage che da allora si è battuta perché tante vite non fossero dimenticate. Il CEDOST, Centro di documentazione storico politica sulla stragismo, fondato in tempi più recenti, funge oggi da centro di documentazione sul fenomeno dello stragismo e sulle organizzazioni terroristiche ed eversive. Infine, ogni anno, il Due agosto Bologna rivive il ricordo nella commemorazione ufficiale della strage, nello stesso spazio, il piazzale della stazione, così brutalizzato nel 1980.

LA NOSTRA IDENTITÀ

Nuovamente persone e progetti per la città

“Abbiamo incrociato esperienze e capacità, doti umane e professionali. Abbiamo concretizzato progetti che sono intervenuti sulle consuetudini culturali, le condizioni sociali e le regole della democrazia.

Abbiamo imparato con questa esperienza a misurarci con i nuovi concetti di cittadinanza, concetti realistici e inclusivi, fondati sulla responsabilizzazione di tutti coloro che abitano gli stessi luoghi, anziché su pretese identità nazionali, sempre più labili e inattuali. La nostra, è stata, una casa comune dove c’è stato spazio per tutte le cittadine e i cittadini con le loro differenti identità e relazioni, in cui il diritto fondamentale che è stato esercitato è il diritto a capire e partecipare.”

L’Associazione Nuovamente, riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna come Centro di servizio e consulenza per le istituzioni scolastiche, è attiva da 15 anni nei territori di Bologna, Modena e Ferrara in progetti sociali, culturali e scolastici realizzati con operatori universitari ed educatori professionali in base a specifica convenzione con gli atenei di Bologna, Modena e Reggio Emilia e Ferrara e le rispettive scuole e dipartimenti, in particolare è in partenariato con la scuola di Psicologia e Scienze della Formazione, con il dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” e con la scuola di Lingue e letterature, traduzione e interpretazione, ha inoltre il patrocinio dell’Ufficio Scolastico della Regione Emilia-Romagna e di quelli delle Province di Bologna, Modena e Ferrara. Nel corso della sua attività l’associazione ha avviato oltre 120 progetti ed ha ideato, progettato e realizzato 8 centri per giovani, che da 10 anni sono operativi con eventi artistici, culturali e sociali e svolgono la funzione di incontro e coordinamento per tutte le iniziative promosse.

Associazione Nuovamente

  • Presidente: prof. Diego Benecchi
  • Amministratrice: dott.ssa Silvia Di Camillo
  • Sede Legale: Via Dello Scalo 21/3, 40131, Bologna (BO)
  • Sedi operative: Centri “progetta il tuo spazio”
  • CF: 91199820373

Tel. 051.6493767 – Fax   051.5883640 – Cell. 392.0218397 – Email  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Posta certificata:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Consulta lo Statuto: Atto costitutivo e statuto dell’Associazione Nuovamente

Scritto da Mario Arpaia   
PDF
Stampa
E-mail
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna