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PASOLINI A GENOVA
Lunedì 27 Dicembre 2021 17:01
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Centro Studi Pier Paolo Pasolini 

Il Centro Studi Pier Paolo Pasolini ha sede nella Casa Colussi-Pasolini, dimora della famiglia materna del poeta e luogo dove visse fra la fine del 1942 e l’inizio del 1950: gli anni della stagione friulana. Oltre alla custodia di un ricco patrimonio documentale e bibliografico e all'attività espositiva, il Centro Studi è impegnato nella valorizzazione dell'opera e della figura di Pasolini attraverso convegni e seminari di studio, momenti di divulgazione, letture, proiezioni, attività editoriali e servizio di consultazione e reference. A partire dalla casa museo di Casarsa è possibile percorrere un itinerario che comprende alcuni siti “pasoliniani”: Il Glisiùt a Casarsa, la Loggia a San Giovanni, la chiesetta di San Antonio Abate a Versuta, Palazzo Rota a San Vito al Tagliamento, il Castello a
Valvasone per concludersi nel luogo dove giace accanto ai suoi cari...

 

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Associazione di docenti, ricercatori e ricercatrici di Unibo

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Cerimonia nell'Aula Consilia del Comune di Bari

  • Flavia Leonarduzzi / Vicepresidente – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Direttrice del Centro studi pasoliniani
  • Francesco Colussi / Vicepresidente – Comune di Casarsa della Delizia
  • Antonio Danin / Consigliere – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Passiamo circa metà dell' anno a Conegliano dai nostri filgli, Raffaella insegnante di lettere e  Alessandro dottore in Economia è all' Unipol di Treviso. Abbiamo conosciuto Angela Felice più di otto anni fa, con lei abbiamo condiviso gran parte dell' attività a Casarsa della Delizia, abbiamo realizzato filmati e servizi fotografici degli eventi più impegnativi. Sappiamo che l'archivio fotografico è a Bologna, essendo un fotografo e cineoperatore freelince, saremmo interessati a visitarlo. Ci siamo iscritti all' Associazione ParliamoneOra, presso UNIBO, abbiamo versato la quota associativa, ma non abbiamo ricevuto nessuna conferma, abbiamo più volte scritto, ha risposto il Presidente abbastanza contrariato. Le Università dovrebbero essere la casa naturale di Pasolini, purtroppo PPP è un gigante che, le università italiane non riscono a sopportarne il peso. Attraveso ParliamoneOra, avremmo potuto creare una sinergia con Bologna essendo gemellati con la città attraverso  Bari, per le vittime della Stazione del 2 di agosto 1980. 

 

L'universalità di Pasolini, la forza dirompente dei suoi scritti, delle sue poesie, dei suoi film, delle sue inchieste, dell' aver girato l'Italia in lungo e in largo ne facevano uno degli intellettuali più importanti al Mondo. Nell' Italia postfascista, non c'è stato posto per una mente del genere.Mentre la Germania con il processo di Norimberga fece i conti con il nazismo, l'Italia diede ai gerarchi fascisti i migliori posti nell'amministrazione pubblica per ingraziarseli. I primi a combatterlo furono i Comunisti italiali. Fu costretto ad emigrare a Roma con la mamma, da un giorno all' altro, una campagna feroce lo ferì a morte, per la sua omosessualità. Fu iscritto al PCI di Roma alla sezione San Giovanni, quando abbandonò il partito volle portarsi per ricordo, la buca della posta .

Il vero grande nemico è stata la sinistra che lo idebolì e isolò, come è accaduto in Sicilia con i grandi magistrati, giornalisti e Forze dell' Ordine.

" Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove ". ( Pier Paolo Pasolini, 14 novrembre 1974) 

 

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 Mi chiedo perchè Pasolini. Cioè perchè lui chiama con tanta forza per mostrare le cose fatte e per svelare qualcosa di sè. Quasi ti costringe a saperne sempre di più, a scavare nella sua storia, a cercare di capire la sua opera e i suoi pensieri. Forse un aiuto per la risposta arriva quando Pasolini affermò in polemica con Calvino. Gli disse che la vita di un intellettuale è una vita di lavoroe sostanzialmente perbene, con letture abitudini, solitudini al laboratorio, cerchie di pochi amici e molti conoscenti tutti intellettuali e borghesi. Si riferiva a qualunque intellettuale , non a se stesso: " Ma io, come il dottor Hyde, ho un'altra vita". E spiegò che quest'altra

vita si svolgeva in mondi diversi, fra i contadini, i sottoproletari, gli operai. Pasolini non è dunque e non vuol essere l'uomo di cultura distaccato dalla realtà quotidiana. Non è arroccato nella cittadella di un'elite che ostenta la propria superiorità, con un comportamento molto dannoso anche oggi. Tocca invece con mano la diversità,è immerso dentro. La vive anche esageratamente. Pasolini partecipa al premio Strega, frequenta scrittori o uomini di cinema, è pienamente inserito nell' ambiente artistico ma contemporaneamente è anche lontano da tutto questo, è anche lontano dall' aristocrazia culturale superba. Probabilmente è questo il motivo, per me, di tanta attrazzione. Lui si limita a guardare il panorama dalla torre, dall'alto in basso. In basso c'è. (Roberto Ippolito scrittore )

 

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Nei tanti Pasolini c'è la risposta alla domanda più importante, la mancanza nei libri di storia di un intero capitolo dedicato alle opere di Pasolini. Ecco la cosa che bisognerebbe dire è che amava la vita. E questo mi sembra trasparente anche nelle fotografie delle mostre. Certo l'amava a modo suo, con quella furia e tensione totale, e a volte in modi decadenti. ma l'amava, e amava di un amore straziante la cultura, la tradizione, la grande cività del nostro Paese, la felicità reale ( che disperde nel vento, snza lasciare tracce ), e ancor di più le persone umili del popolo, quelle che non sanno nemmeno di avere dei diritti.

Scritto da Filippo La Porta -Mario Arpaia   
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