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LA FRANCIA E GLI ITALIANI
Domenica 13 Novembre 2022 16:22

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"13 giugno 1940 - I tedeschi entrano a Parigi"

L'esercito tedesco entra in città e sfila sui Campi Elisi, i parigini assistono con mestizia alla parata militare, molti anziani piangono. Adolf Hitler sorride e parla con gli alti gerarchi nazisti, la delegazione militare francese raggiunge il vagone ferroviario, lo stesso della firma dell'armistizio alla fine della Prima guerra mondiale, dove viene firmato l'armistizio con la Germania che decreta l'occupazione militare nazista e insedia il governo filonazista di Vichy. A ventidue anni di distanza, i francesi salgono sullo stesso treno, ma il mondo è totalmente cambiato. I tedeschi distruggono il monumento al comandante ed eroe nazionale Ferdinand Foch e il vagone ferroviario dove è stato firmato l'armistizio. Hitler visita, all'alba, una Parigi deserta per scongiurare il pericolo di attentati e sosta ai piedi della torre Eiffel.

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LA TRAGICITA' DEL COMICO

GENTILISSIME/I,

con la Marcia su Roma aderimmo in massa al fascismo, di seguito la dichiarazione di guerra: 

combattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del regno d'Albania! Ascoltate!

L'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili. La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia.

Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano.

Quello con la Francia è un nervo scoperto, i francesi hanno dovuto patire 5 anni di occupazione, un periodo lunghissimo di terrore, sul proprio suolo. Noi ne sappiamo qualcosa dopo l'8 settembre del 1943. 

La storia entra dentro le stanze, le brucia,

la storia dà torto e dà ragione.

La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,

siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.

Siamo cugini dei francesi, condividiamo le origini di Napoleone Bonaparte, a fine guerra moltissimi italiani sono andati a lavorare nell' edilizia in Francia, siamo stati accolti, abbiamo una lunga storia condivisa. L'emigrazione va vista positivamente e umanamente, non serve girarsi dall' altra parte. Abbiamo interi paesi completamente spopolati, se li integriamo, possiamo creare una nuova economia, molti terreni sono incolti, abbandonati. Vi chiediamo di conoscere il vostro pensiero, in merito alla situazione che si è venuta a creare. 

Potrebbe coinvolgere altri Paesi della Comunità. Noi abbiamo tutto da perdere, siamo deboli economicamente, siamo un paese che non ha risorse, deve trasformare le materie prime che importiamo. Le nostre merci le esportiamo maggiormente nei paesi europei, ci dobbiamo battere per la pace in Ucraina, la tassa sull'energia, sta iniziando a far male di brutto, dobbiamo venirne fuori con tutta l'Europa. Il sovranismo, l'estremismo il razzismo  non ci appartegono, noi siamo altro. Condividiamo la cultura francese, le arti, il cinema, la letteratura, la Francia parla italiano e l'Italia parla francese.

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Pavone, Eva.

Parigi 1940-1944 : la Resistenza degli italiani al nazismo

  •  L'articolo tratta dell'emigrazione antifascista italiana a Parigi durante la Seconda guerra mondiale, degli antifascisti di estrazione proletaria che presero parte alla lotta al nazifascismo e alla battaglia per liberare la città. L'approccio biografico ci ha consentito di esplorare la loro militanza nell'ambiente antifascista dei quartieri "rossi" di Parigi e l'impegno fin dalla primissima ora contro i nazisti. La loro integrazione nella società francese matura negli anni Trenta attraverso una forte partecipazione alle lotte sociali e all'associazionismo delle organizzazioni antifasciste. Al momento dell'occupazione militare tedesca, gli italiani furono tra i primi a prendere parte alla Resistenza contro i tedeschi. Alcuni aderirono ai gruppi armati diretti dal partito comunista francese. Altri italiani, organizzati in formazioni autonome, dettero supporto alle azioni dei gruppi armati e parteciparono attivamente nell'agosto del 1944 alla battaglia finale. [Testo dell'editore].
  •  This article is about Italian antifascist emigration in Paris during the Second World War, working class antifascists took part in the struggle against Nazifascism and in the battle for the liberation of the city. The biographical approach allow us to explore their antifascist experience developed in the "red" districts of Paris and their engagement against the Nazis since 1940. Their integration into French society developed during the 1930s through social movements and the antifascist organizations. When Germans occupied Paris, the Italian emigrants were among the firsts who take part to the resistance against Nazifascism. Some of them joined armed groups led by French Communist party; others were organized into autonomous formations, supported the actions of armed groups and participated to the liberation of Paris in August 1944.

 

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https://archivio.quirinale.it/aspr/gianni-bisiach/AV-002-000142/9-giugno-1937-l-assassinio-fratelli-rosselli#n

Ricostruzione dell'attività politica di Carlo e Nello Rosselli. Immagini della Prima guerra mondiale. Carlo Rosselli con Ferruccio Parri e Sandro Pertini organizzano l'espatrio in Corsica di Filippo Turati. A Parigi Carlo fonda il movimento Giustizia e Libertà e organizza, durante la guerra civile spagnola, la colonna italiana antifranchista di Guadalajara. Mussolini incarica Galeazzo Ciano di eliminare i fratelli Rosselli, ricostruzione filmata dell'attentato del 9 giugno. I solenni funerali a Parigi con una moltitudine di persone. Il movimento fondato dai Rosselli si rafforzerà e diventerà il Partito d'Azione, forza essenziale durante la Resistenza.

 

 

Scritto da Mario Arpaia   
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