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Nomine Csm, scoppia il caso Valentino
Venerdì 20 Gennaio 2023 08:40

 

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Nomine Csm, scoppia il caso Valentino: poi il penalista reggino si ritira dalla corsa

Indicato da Fratelli d'Italia, risulta indagato nel processo Gotha. De Magistris: "Il suo nome è nelle carte dei processi di mafia”

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GENTILISSIME/I,

il CSM, l'organo di autogoverno della magistratura, non può assolutamente avere ombre al suo interno. La corruzione in Italia è a livelli insostenibili, la fortuna del fermo di Matteo Messina Denaro, potrebbe determinare un terremoto all' interno di Cosa nostra e della politica che si è sempre finanziata attraverso la mafia.Le mafie sono un cancro che attraversano tutta l'Italia, una seria bonifica potrebbe favorire la creazione di moltissimi posti di lavoro. Il cuore della magistratura è nel Consiglio Superiore della Magistratura, atta a tutelare in particolare i magistrati più esposti nelle indagini.Regolatore del buon funzionamento della giustizia, potrebbe fare da argine alla politica, consigliare il Ministro della giustizia,sulla necessità di leggi appropriate per velocizzare i processi. Il Presidente del CSM è il Capo dello Stato. C'è una emergenza carceri che nessuno vuole vedere e affrontare, oltre ottanta morti per suicidio vi sembrano pochi. Sono anni che le carceri sono abbandonate a se stesse, senza fondi, con una popolazione carceraria doppia della capienza, le carceri sono luoghi di tortura. Se non si è in grado di trattarli civilmente, uccidiamoli, la Corte europea ci ha più volte condannati, questa estrema destra non muoverà un dito sulle carceri. Le opposizioni,i 5 Stelle con Giuseppe Conte, devono diventare promotori di un progetto, sono in parlamento per limitare ingiustizie e disuguaglianze, fino ad oggi non abbiamo visto niente, li abbiamo sostenuti e votati, fate qualcosa, fateci sentire il vostro respiro, assicurateci che siete vivi. Il PD è in stato confusionale, quattro candidati senza idee,continua a perdere nei sonaggi.Non hanno cuore e passine politica, solo una guerra senza quartiere. Caro conte fainascere ilPartito Laburista italiano, dagli l'identità giusta, fai nascere una rete di simpatizzati che scrivono e partecipano al dibattito politico. Chi si ferma è perduto, sono le iddee, i progetti, le intuizioni che fanno la differenza.

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La candidatura al Csm, quale membro laico scelto dal Parlamento in seduta comune, di Giuseppe Valentino penalista reggino già sottosegretario alla Giustizia, getta nel caos la maggioranza.  Fratelli d'Italia lo indica per giorni come nome sul quale puntare per la vicepresidenza dell'organo di autogoverno dei magistrati. Ma quando i parlamentari cominciano a votare nell'Aula di Montecitorio, attrezzata per l'occasione, c'è chi si ricorda come Valentino risulti indagato nel processo di 'ndrangheta Gotha, tirato in ballo da un collaboratore di giustizia nel 2021.

Così ecco che è caos e saltano gli accordi. I parlamentari dei 5 Stelle annunciano che non voteranno per Valentino e Fratelli d'Italia fa marcia indietro. Prima invita i parlamentari a non rispondere alla prima chiama, poi sui telefonini di senatori e deputati del centrodestra compare un altro invito: votate per Felice Giuffrè, ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico a Catania, invece che per Valentino. 

Ma poi arriva la notizia della rinuncia di Valentino a candidarsi e tutto riprende. Lui si difende da ogni sospetto e parla di "fango" che gli è stato gettato addosso, mentre i vertici di Fratelli d'Italia inviano note a sostegno del collega di partito, ex senatore, nonché presidente della Fondazione di Alleanza Nazionale dal 2017. I parlamentari tornano in Aula a esprimere le proprie preferenze e si fanno i conti: su Giuffrè non è facile raggiungere il quorum richiesto visto che quasi tutti i senatori e molti deputati avevano già votato per Valentino. Giuffrè non viene eletto. Il Parlamento riesce ad eleggerne solo 9. Le Camere dunque dovranno tornare a riunirsi per eleggere un solo componente laico. E la seduta è convocata per martedì 24 gennaio alle 16.

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Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, vittima innocente della camorra

“L’avvocato Romeo con assoluta confidenza rivolgendosi all’amico ‘Peppino’ condivideva con lui l’intervento da tenere sulla giustizia. Paolo Romeo, il cui profilo giudiziario è illuminante per comprenderne l’elevato spessore di influenza politica e istituzionale, è stato quindi in parte l’autore, apparentemente occulto, del discorso del governo sulla giustizia nella città in cui operano tra le principali e più pericolose ‘ndrine”, conclude l’ex magistrato e già sindaco di Napoli.

© Riproduzione riservata

Scritto da Redazione Reggio Today-Mario Arpaia   
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