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LA MEMORIA È UNA PASSEGGIATA? DA STAVA AL CERMìS”
Giovedì 14 Ottobre 2021 06:39

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Gentilissime/i,

dobbiamo tantissimo a Graziano Lucchi e Michele Longo, per averci invitato a tenere a Stava il I° Convegno  Nazionale sui Disastri Ambientali e industriali causati dall'incuria dell' uomo, due giornate intense di ricodi e manifestazioni pubbliche. A stava abbiamo imparato a trasmormare il dololore in azioni di solidarietà. Il civismo di un popolo, una grande dignità, l'aver trasformato il Centro dei ricordi, la Fondazione Stava 1985, punto di riferimento importantissimo per le scuole e per gli amministratori pubblici. Fare memoria è fatica, impegno costante passione infinita. A Stava troverete tutto ciò. L'idea della camminata è bellissima, dolorosa ma importante per non dimenticare.

Stava, 35 anni dopo la catastrofe. "Una lezione da tramandare"

È passata più di una generazione dal 19 luglio 1985, quando persero la vita 268 persone per il crollo di due bacini a Stava. I ricordi di chi c'era e il ruolo di chi mantiene viva la memoria partendo dai racconti altrui

"Certo che quel giorno la mia vita la nostra vita è cambiata, cambiata completamente. Oltre ai genitori ho perso i vicini, gli amici, i conoscenti".

Hanno una voce per Graziano Lucchi, presidente della Fondazione Stava 1985, tante delle 268 vittime di quel 19 luglio.

Un anniversario anomalo, condizionato dalle norme anti Covid. Tutto si è concentrato nella messa di suffragio presieduta dall'arcivescovo Lauro Tisi: "Dietro questo disastro non c'è la casualità o la fatalità - ha detto - ma l'interesse economico messo prima delle persone".

Settanta di quelle lapidi sono ancora oggi senza nome dopo 35 anni. Il ricordo passa di mano tra chi ha visto 

"Purtroppo abbiamo visto di persona cadaveri pezzi di cadavere e quant'altro insomma che venivano raccolti dal Gruppo Alpini e tutte le associazioni"

e chi ha sentito raccontare ma si impegna a mantenere viva la memoria

"Avevo due anni, non ho alcun ricordo. Come tanti altri della mia generazione di Tesero avvertiamo questo ruolo: fare da tramite tra chi è venuto prima e chi è venuto dopo e non l'ha vissuta"

E tra chi non era nato, all'epoca, anche la sindaca di Tesero Elena Ceschini: "Il monito che deve rimanere e deve essere tramandato è proprio questo di avere più attenzione al territorio, più rispetto per le persone e l'ambiente".
 
domenica 17 ottobre 2021 - pomeriggio ore 14.30-17.00
Lo Spazio Giovani L’IDEA della cooperativa sociale Progetto 92, in collaborazione con la Fondazione Stava 1985 (STAVA, 19 luglio 1985), Comune di Tesero, Comune di Cavalese e il patrocinio del PGZ "Ragazzi all'opera" Val di Fiemme e del Servizio Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Trento, invita tutti a partecipare nel pomeriggio di domenica 17 ottobre all’evento intitolato “La memoria è una passeggiata? Da Stava al Cermìs”.
Un interessante progetto avente lo scopo di unire memoria e riflessione in particolare sui temi del rispetto per la vita e per l'ambiente attraverso una facile camminata, a gruppi, in 2 / 2,5 ore circa, in compagnia di amici, familiari e conoscenti.
Partenza della passeggiata: ore 14.30 da Stava ( in Piazza Sgorigrad)
Arrivo: parcheggio cabinovia Cermìs sul fondovalle verso le 16.30-17.00 circa
Possibilità di utilizzare il Bus navetta gratuito con partenza dal parcheggio di fondovalle del Cermìs per salire a Stava (1^ corsa: ore 13.30, 2^ corsa ore 14.00). Info & prenotazioni: cell. 320 0761071; e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti.
 
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 CABINA DEL CERMIS

Fermarsi per riflettere sulla vita, sul senso delle nostre azioni, sulla ricerca di spiegazioni, spesso introvabili, dei fatti di cronaca quotidiani. Celebrare un anniversario significa, tra i tanti aspetti, fermarsi a pensare.

Vent’anni dopo quel 3 febbraio del 1998 la comunità di Cavalese, di Fiemme e del mondo (perché le vittime furono non solo italiane e i responsabili neppure) si è ritrovata per commemorare le vittime del Cermis. Una breve cerimonia nella Chiesa dell’Addolorata a Cavalese, guidata dalle parole del decano Don Albino Delleva.

“Assomigliamo anche noi, almeno un po’, agli apostoli raccolti attorno a Gesù. Sono arrivati da lui stanchi, provati da tanti incontri, tante parole dette e ascoltate, tanti gesti compiuti, tanti sguardi incrociati, tanti sentimenti vissuti, tante riflessioni fatte. Sentono il bisogno di condividere tutto con lui, che li ha inviati, che ha avuto fiducia in loro, che ha affidato loro compiti e responsabilità. Frastornati da tutto questo, si sentono dire da Gesù: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’”.

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Erano gli anni della guerra del Kosovo e la marina militare americana aveva come base di esercitazione  Aviano, in provincia di Udine. Si stavano preparando all’offensiva nei Balcani e il volo di addestramento delle 14.36 del 3 febbraio 1998 rientrava in questo protocollo. Un volo a bassa quota, addirittura un video per celebrare la propria bravura (poi subito fatto sparire) e la tragedia: l’ala del jet trancia la fune e in pochi istanti perdono la vita 20 persone.

Come ci si pone di fronte a questi fatti? Una possibilità è quella di guardare avanti, come ricordano le parole di Don Albino:

“Gesù rilancia e ci invita a non indugiare troppo sul passato, se non quel tanto che serve per imparare dai nostri errori, e guardare piuttosto al futuro, che ci è donato affinché diventi occasione rinnovata per ricercare il bene e compierlo per quanto sta nelle nostre possibilità”.

La celebrazione religiosa che si è conclusa  al cimitero nuovo dove si trovano due stele, a ricordo anche delle vittime del primo disastro funiviario del Cermis, quello del 9 marzo 1976, in cui morirono 40 persone.

Federica Scarian

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Scritto da Centro di Documentazione della Fondazione Stava 1985,   
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